• Biblioteca Bonetta

“Femme Fatale”, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

29 novembre ore 17:00 presso la Biblioteca Bonetta, l’incontro con l’autore Fabrizio Casu, per riflettere sulla figura femminile in concomitanza con la giornata contro la violenza sulle donne. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Data di pubblicazione:

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Dalla sua genesi come mito ancestrale a una manifestazione di ossessione misogina, passando per un prodotto culturale fino a diventare un fenomeno di costume, la femme fatale, con il suo fascino seducente e Labirintico, attraversa le epoche e costringe gli uomini a confrontarsi con le esperienze di Eros e Thanatos. È solo dall’Ottocento in poi che questa figura demoniaca inizia a rispecchiare, in modo distorto, le contraddizioni della civiltà borghese, diventando simbolo dell’ascesa e del declino di un’intera classe sociale.

La “femme fatale” incarna una donna dal fascino irresistibile, capace di condurre gli uomini alla rovina. Essa rappresenta anche un’esperienza esistenziale che unisce Eros e Thanatos. Sebbene il suo mito attraversi le civiltà storiche, è nella seconda metà del diciannovesimo secolo che diventa un’ossessione visibile, permeando ogni ambito della produzione culturale, che include opere narrative, raccolte poetiche, drammi, sculture e altri manufatti. Questo stereotipo riflette le contraddizioni e le paure della borghesia al potere: la paura dell’Alterità, dell’Irrazionalità, della Sessualità e, in particolare, della Femminilità. Con la nascita del movimento suffragista, l’ordine patriarcale inizia a vacillare, sfidando la tradizionale visione della donna (basata sulla dicotomia Santa/Puttana) e scatenando un’ondata di misoginia.

Durante la breve era della Belle Époque, il modello della seduttrice emerge come un comportamento da emulare e, come testimoniano le cronache, diventa un vero e proprio fenomeno di costume. La Donna interiorizza il pregiudizio negativo che le è stato imposto e lo trasforma in uno strumento di emancipazione, alimentando la guerra tra i sessi. Con l’arrivo del Novecento, questo archetipo viene adottato dal cinema, dalla musica e dalla moda, ma dopo aver lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo, la femme fatale rischia di perdere rilevanza e di essere dimenticata a causa dei rapidi cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi vent’anni. Quale futuro attende dunque quest’“antica fantasia” e “idea moderna”.

Fabrizio Casu, originario di Sassari e nato nel 1980, ha studiato fashion design presso la NABA di Milano, conseguendo la laurea nel 2005 come “esperto e creativo nel settore moda”. Ha successivamente approfondito il suo percorso con corsi di cool hunting e design tessile, acquisendo esperienza attraverso uno stage alla Mantero Seta di Como, dove ha lavorato nell’ufficio stile del brand “La Tessitura”. Ha insegnato storia del costume e progettazione moda in istituti sia pubblici che privati a Sassari, ha organizzato due esposizioni personali, “Sardinian Gothic” e “Dialogo Alternativo fra Arte e Moda”, e ha partecipato nel 2011 alla Biennale Sardegna, un’iniziativa del Padiglione Italia alla 54esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel campo della saggistica specializzata, ha pubblicato cinque opere: “Novecento: il secolo della moda” e “Madonna, vampira postmoderna” (Edes, maggio 2013), “Il lungo viaggio di una chemise” (Europa Edizioni, ottobre 2014), “Il gioiello nella storia, nella moda e nell’arte” (Europa Edizioni, novembre 2018) e infine “Femme fatale. Incanto e crisi della civiltà borghese” (VJ Edizioni, 30 aprile 2023).

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti per ricevere la nostra newsletter con tutte le novità delle Biblioteche