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Segnalazioni librarie
Walter Minella ci porta alla scoperta dell’ultimo romanzo di Luigi Dellorbo dal titolo ‘Vocazione d’Artista’.
Data di pubblicazione:

Walter Minella ci porta alla scoperta dell’ultimo romanzo di Luigi Dellorbo dal titolo ‘Vocazione d’Artista’.
Data di pubblicazione:

Luigi Dellorbo, Vocazione d’Artista, echos edizioni, Giaveno (To), 2026
I lettori della Biblioteca Bonetta conoscono bene le capacità di sintesi illuminante delle recensioni librarie di Luigi Dellorbo. Non si stupiranno quindi di scoprire che l’autore di quelle recensioni è un notevole scrittore in proprio, con una lunga militanza letteraria alle spalle. L’autore, nato nel 1962, esordisce come poeta con una lunga serie di raccolte, in cui consegue a mio parere risultati artistici ancora oggi significativi e che gli sono valsi anche riconoscimenti nazionali (per esempio il premio Ostia 1997 assegnato a Ballata padana). Il secondo periodo, che potremmo definire della prosa (romanzi, racconti, pièces tetrali) segna un netto cambiamento di registro espressivo e di ambientazione. Se nella prima fase prevalgono lirismo intenso, ricerca, dubbio, nella seconda invece è centrale la descrizione di ambienti di ricchi borghesi, spesso anziani, disillusi, cinici. Se la chiave delle poesie del primo periodo può essere espressa dal termine Dubitazioni (che ritorna, con leggere variazioni, nei titoli di molte delle prime raccolte poetiche) la parola chiave dei romanzi successivi potrebbe essere Certezze. In che consistono queste certezze? Anzitutto nel Denaro, il valore supremo, con cui si può comprare tutto (sono numerosi, anche in quest’ultimo romanzo, i riferimenti alle case enormi e ben arredate, alle bevande raffinate, alle auto potenti, alle persone di servizio, agli alberghi di lusso….). Si verifica una sorta di sacralità del denaro, che vale per tutte le figure del mondo di questo e di altri romanzi di Dellorbo (ma anche, potremmo dire, del mondo di oggi). Tornando a quest’ultimo libro, va rilevato che dalla potenza del denaro deriva una potenza subordinata, che potremmo definire come il sesso mercenario, talvolta esotico, non senza un qualche coinvolgimento emotivo.
Il protagonista, in questa come in altre opere di Dellorbo, è un percettore di rendite finanziarie, quindi sociologicamente un ozioso. In realtà Emilio vive alle spalle della moglie, una ricca ereditiera, una brava donna che lo ammira e non lo capisce. Anche perché egli ha una caratteristica che lo distacca dalla maggioranza della plebe ricca di provincia che frequenta: è un pittore raffinato, che segue un proprio originale percorso di ricerca artistica, che da giovane si è appassionato al teatro d’avanguardia …Esiste però un’eccezione all’estraneità di Emilio al suo ambiente: la possibile ricaduta economica della vendita dei suoi quadri (ritorna il tema del Denaro). E infatti una delle vicende buffe del libro nasce appunto dalla preoccupazione di una coppia amica di farsi regalare da Emilio dei quadri che potrebbero essere venduti a buon prezzo (le vicende correlate costituiscono una sorta di intermezzo comico, scritto con evidente divertimento, fino al culmine raggiunto nel Duomo di Voghera). Un altro intermezzo, che potremmo forse definire superficialmente grottesco, mentre invece esprime la differenza di cultura antropologica tra l’Africa subsahariana e l’Europa, è la descrizione di una cerimonia religiosa di una setta cristiana nigeriana. Indimenticabile è anche la rappresentazione del consulente finanziario, uomo di una pacchiana e inconsapevole volgarità, descritto dall’autore con brevi tratti sarcastici, alla Grosz. Ma lascio al lettore la scoperta di queste e di altre figure. Basti dire qui che il mondo in cui si situano queste storie è la provincia padana, tra Lombardia e Piemonte (alcune battute in dialetto testimoniano il radicamento in questo ambiente ben determinato).
Il racconto procede con garbo, con sapienza narrativa, talvolta con divertimento, incuriosisce e avvince il lettore, che è costretto, per così dire, a seguire lo sviluppo della trama, non riuscendo ad abbandonare il libro (così almeno è successo a me). E tuttavia non è il divertimento la chiave fondamentale del libro. Le avventure di Emilio (che naturalmente lascio alla scoperta del lettore) avvengono alla luce di un pessimismo, di un nichilismo di fondo, che trova la sua espressione in diversi passi del libro, e trova il suo culmine nella frase finale: ¡Viva la muerte!
Walter Minella

Walter Minella ci porta alla scoperta dell’ultimo romanzo di Luigi Dellorbo dal titolo ‘Vocazione d’Artista’.

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