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NATALE IN GIALLO & NERO

Franco Piccinini ci propone una serie di titoli di narrativa poliziesca e del brivido.

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NATALE IN GIALLO & NERO

E se per il prossimo Natale ci concedessimo qualche brivido? Non per il freddo o per l’influenza, ma per effetto di alcune letture nel campo del giallo e del thriller? In attesa delle prossime feste, ho pensato di proporre a chi segue queste news una serie di titoli, capaci di accontentare tutti i gusti degli appassionati di narrativa poliziesca e del brivido.

Credo che tra i primi a concepire l’idea sia stato l’editore Sellerio di Palermo. Da tempo persegue una politica editoriale che promuove gli scrittori di gialli, soprattutto quelli italiani. È grazie al suo impegno che autori come Camilleri, Malvaldi e Manzini hanno potuto imporsi all’attenzione generale, per poi venire ripubblicati presso i più grandi editori. Agli amanti del giallo all’italiana, che sono ormai tantissimi, suggerisco di recuperare l’antologia di Sellerio “Un Natale in giallo”, edita nel 2011. È ancora reperibile, anche quindici anni dopo la sua prima uscita, in quanto è stata ristampata nel 2024: un vero record, nell’epoca in cui un libro scompare rapidamente dalle librerie dopo poche settimane, per essere dimenticato e mai più ristampato. Qui Sellerio ci offre una raccolta di racconti polizieschi ambientati durante il periodo natalizio, nei quali sette giallisti (italiani e stranieri) pongono i rispettivi protagonisti al centro di vicende non strettamente gialle. Piuttosto che il mistero da risolvere, viene privilegiato il lato intimo e personale della narrazione, connesso con l’atmosfera natalizia e le sensazioni che comporta. Tra gli autori dell’antologia, tutti scoperti e lanciati da Sellerio, spicca Marco Malvaldi con “L’esperienza fa la differenza”, di cui sono protagonisti il barman – detective Massimo Viviani e i terribili vecchietti del BarLume. Seguono Francesco Recami, Santo Piazzese, Carlo Flamigni, Gian Mauro Costa e Ben Pastor (italianissima nonostante il nome). A loro si aggiunge Alicia Giménez-Bartlet con “Un Natale di Petra” (Petra en Navidad). D’accordo, lei non è italiana, ma il suo personaggio Petra Delicado è ormai noto in Italia, essendo stato interpretato in televisione da Paola Cortellesi, con un’accurata ambientazione genovese.

Qualche anno dopo, in Mondadori hanno pensato di seguire l’esempio, lanciando per Natale una serie di grandi volumi antologici, quelli che una volta si chiamavano “Strenne Natalizie”. Il primo è stato “Il grande libro dei gialli di Natale”, curato da Otto Penzler e uscito in un’elegante edizione rilegata negli Oscar Draghi di Mondadori. Risale al 2020, ma è ancora facilmente reperibile. Contiene ben sessanta racconti di ambientazione natalizia, pieni di mistero, orrore, acume investigativo e divertimento. Le storie sono dovute a giallisti tra i più famosi. Non li posso ricordare tutti, ma sappiate che si va da Agatha Christie a Ellery Queen, da Ed McBain a Donald Westlake, da Ron Goulart a Fredric Brown, da Ellis Peters  a G. K. Chesterton, passando per Arthur Conan Doyle e R.L. Stevenson. Trovarne di adatti non è stato certamente difficile: prima o poi tutti gli scrittori si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. Questo volume esplora le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose. Alcuni dei racconti sono ormai dei classici, per cui va tenuto presente che, se lo si regala a un grande appassionato di gialli, c’è il rischio che li abbia già letti tutti, o quasi. Ma è comunque una delizia ritrovarli uniti tutti insieme.

Il successo del libro ha condotto nel 2022 a preparare un secondo volume degli Oscar Draghi: “Il grande libro dei gialli di Natale – Vol. 2”. Curata questa volta da Massimo Scorsone (responsabile di questa sezione mondadoriana), l’antologia ha allargato un po’ il tema, estendendolo a varie sfumature del thriller e del weird. Si va dal tradizionale rompicapo britannico (tipo: delitto nella camera chiusa dall’interno) al tipico hard boiled all’americana, dai gialli storici alle storie di spionaggio, dalle atmosfere gotiche a quelle satiriche. Abbiamo così altri sessanta autori, che vanno da John Dickson Carr a Margery Allingham, da Augustus Derleth a Wilkie Collins, tutti impegnati a descrivere il lato oscuro del Natale.

 

In mezzo a questi due mammut gialli, Mondadori ha inserito nel 2021 anche una terza antologia, dedicata questa volta alle ghost stories natalizie. Si tratta di un genere legato al successo dei racconti di Dickens, principalmente “Un canto di Natale” e “Le campane”, ormai diventati dei classici della letteratura. Io ne ho già ampiamente parlato in un articolo precedente che potete trovare qui [https://biblioteche.comune.pavia.it/blog/natale-classico]

Il titolo dice già tutto: “Il grande libro dei fantasmi di Natale”. Nell’epoca vittoriana era tradizione che, sotto Natale, i periodici più diffusi pubblicassero racconti di fantasmi, se non proprio dell’orrore. In realtà questi precursori erano un po’ diversi dalle atmosfere del Canto di Natale dickensiano, che erano sì inquietanti, ma anche tutto sommato consolatorie e ricche di insegnamenti morali. In effetti, alcuni critici sostengono che Dickens ha letteralmente “creato” lo spirito natalizio. Ma questo tipo di racconti era precedente ed era amatissimo da quei lettori che volevano unire ai brividi del freddo quelli della paura, trascorrendo momenti di lettura solitaria o in famiglia accanto al caminetto. Benché in genere scritti da autori poco conosciuti, furono realizzati anche dalle grandi firme letterarie dell’epoca. Questo volume raccoglie, infatti, una sessantina di storie scritte da autori del calibro di Nathaniel Hawthorne, Walter Scott, Walter de la Mare, H. P. Lovecraft, Jerome K. Jerome, Lewis Carroll, James M. Barrie (proprio lui, l’inventore di Peter Pan), Louise M. Alcott (che non si occupava solo di piccole donne, ma era anche una discreta giallista), e persino James Joyce.

 

Il successo di queste antologie – omnibus mondadoriane, ha anche generato delle imitazioni. Io suggerisco qui un paio delle migliori

I fantasmi dell’inverno”, pubblicata nel 2023 da Neri Pozza editore, è incentrata su autori di oggi. Il tema non è strettamente natalizio, ma c’è poca differenza. L’inverno è la stagione delle notti più fredde, delle tenebre che avvolgono la Terra, della luce che muore. È la stagione ideale per i fantasmi. Non a caso per le popolazioni nordiche la stagione invernale aveva inizio con Halloween, il capodanno dei Celti: è il momento in cui il sole muore e poi rinasce, il momento in cui la barriera dell’aldilà si fa sottile e i morti tornano a trovare i vivi. Così, prima che Charles Dickens componesse il suo Canto di Natale, la letteratura anglosassone (da sempre legata al gotico, al fantastico e all’orrido molto più della nostra) ha trovato le sue parole più belle, per raccontare il lato oscuro della realtà. Nei dodici racconti di questa raccolta, spiriti e fantasmi si danno appuntamento per riempire di presenze le lunghe ore invernali. Dalle penne di maestri del gotico contemporaneo, ci arrivano dodici storie di ombre, possessioni demoniache e sogni ricorrenti, tutte da leggere con il fiato sospeso. E con la luce accesa.

 

Se poi qualcuno avesse voglia di tentare un “recupero archeologico”, tra vendite per corrispondenza e bancarelle dell’usato, suggerisco di ricercare “Un fantastico Natale: 31 Natali alieni”: è un’antologia curata da Marzio Tosello che propone racconti di fantascienza, fantastico e orrore, tutti incentrati su temi natalizi. È stata pubblicata negli Omnibus Mondadori nel lontano 1988. Dubito che possa mai essere ristampata, ma forse la potreste rintracciare in qualche biblioteca pubblica, se siete fortunati.

Contiene alcuni piccoli classici del fantastico, tra i quali vorrei segnalare quelli assolutamente da non perdere:

  1. Il nuovo Babbo Natale (The New Father Christmas, 1959), di Brian W. Aldiss, che anticipa le tematiche poi usate da Kubrik e Spielberg nel film “A.I.”, nato proprio da un soggetto di Aldiss
  2. Natale su Ganimede (Christmas on Ganymede, 1942), di Isaac Asimov, una commedia umoristica, tra le storie più antologizzate del grande Isaac
  3. La notte prima di Natale (The Night Before Christmas, 1980), di Robert Bloch, un autentico horror natalizio
  4. La stella (The Star, 1955), di Arthur C. Clarke, premiatissimo e trasposto due volte per la televisione, incentrato sul dilemma spirituale di un gesuita e scienziato del futuro
  5. Buon compleanno caro Gesù (Happy Birthday Dear Jesus, 1956), di Frederik Pohl, sorprendente per la sua modernità sul tema del consumismo natalizio
  6. Occhi di onice (Eyes of Onyx, 1971), di Edward Bryant, con un secondo avvento che si verifica in un ghetto nero di una città americana
  7. Il camino (The Chimney, 1981), di Ramsey Campbell, dove quel che scende dal camino forse non è esattamente Santa Claus,

 

A questi e ad altri autori moderni, Tosello ha affiancato due classici:

La leggenda della rosa di Natale (The Legend of the Christmas Rose, 1928), di Selma Lagerlöf e Un nuovo cantico di Natale (A New Christmas Carol, 1924), di Arthur Machen, seguito non autorizzato del capolavoro di Dickens.

 

A questo punto non vi resta che accendere la stufa o il camino, prepararvi una cioccolata calda o un punch, accomodarvi in poltrona e fare tante felici letture. Buon Natale.


Franco Piccinini (Asti, 1954), si è laureato a Pavia e fino a poco tempo fa ha esercitato la professione di medico. Grande esperto e cultore di fantascienza, ha pubblicato i romanzi “Ritorno a Liberia” (tratto dal suo primo racconto), “Il tempo è come un fiume”, il saggio “Scienza medica e fantasie scientifiche” (finalista al Premio Italia 2012 e vincitore del Premio Vegetti 2018), oltre a vari articoli su Nova SF* e racconti su Futuro Europa. Di recente ha pubblicato il saggio “Mondi Sotterranei” per i 700 anni di Dante. Nel 2011 ha iniziato a collaborare con l’editore Solfanelli e con Delos Digital. E’ un grande amico della Biblioteca Bonetta e ha precedentemente scritto per il nostro sito anche i seguenti contributi:

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