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L’ARTE SPIEGATA AI TRUZZI

Franco Piccinini ci propone la sua recensione del libro di Paola Guagliumi dal titolo ‘L’arte spiegata ai truzzi’.

Data di pubblicazione:

I pochi che mi seguono sanno che amo parlare di libri dal contenuto umoristico. Oddio, anche il Manzoni parlava dei suoi “venticinque lettori”. Ma la sua era falsa modestia: sapeva benissimo di averne molti di più. Nonostante questo, io insisto a presentare per le news della Biblioteca Bonetta testi inconsueti, lasciando ad altri i contenuti letterari più importanti.

Recentemente sono stato a teatro e mi sono imbattuto in un’opera davvero particolare: “Il Movimentatore”, ovvero “Guanti bianchi 2.0”. Si tratta d’un atto unico, scritto da Edoardo Erba e portato in scena ormai da qualche anno.  Protagonista è un operaio incaricato di movimentare le opere d’arte, cioè spostarle da un museo all’altro. Indossa i guanti bianchi perché, ovviamente, non si può rischiare di danneggiare le opere da trasportare. Mentre racconta i dettagli di come si svolge il suo mestiere, il protagonista spiega anche il contenuto delle opere d’arte con cui è venuto a contatto. Parla in romanesco e non è certo una persona colta ed educata, ma il suo continuo contatto con la bellezza gli ha fatto capire molto di più sull’arte rispetto alla maggior parte di coloro che entrano nei musei. E lo racconta al pubblico.

Tutto ciò nasce da un libro, a sua volta figlio di un blog su You Tube.

L’arte spiegata ai truzzi” nasce sotto forma di blog, in cui Paola Guagliumi spiega opere di arte antica e contemporanea in dialetto romano. Il suo scopo è quello di avvicinare all’arte i giovani, soprattutto quelli che non ne sono interessati. Dice di se stessa: «Laureatami in Storia dell’Arte alla Sapienza di Roma, ho insegnato un po’, poi sono diventata guida turistica: il mio lavoro consiste nello spiegare l’arte ai turisti …. A scuola ero una secchiona di quelle simpatiche, che fanno le caricature dei professori, per intenderci. Da adulta non è cambiato granché: mi piace ancora prendere in giro i professori e credo ancora che la cultura e l’umorismo siano due strumenti preziosi e potentissimi, specie se combinati insieme.» Come potrei io non essere d’accordo?

Dopo il grande successo nella rete (50 000 followers), il blog  diventa un libro. Titolo: “L’arte spiegata ai truzzi  (nella loro lingua)” editore Mimesis, anno 2016. Lo scopo è sempre lo stesso: spiegare l’arte, e sul serio, ma in maniera semplice, non pedante e divertente; soprattutto farlo nella parlata del pubblico più truzzo, a cui l’opera è idealmente rivolta, usando il romanesco colloquiale dei giovani. Non c’è naturalmente la pretesa di esaurire gli argomenti trattati, ma lo scopo è di far sorridere, soprattutto di stimolare la curiosità dei lettori e magari far riflettere. Si chiama “divulgazione” ed è molto importante nel paese che ospita più opere d’arte in tutto il mondo, anche se spesso non sembra rendersene conto.

Riporto qui alcune delle migliori battute del libro di Guagliumi, degne di Ettore Petrolini, fedelmente riportate nel testo teatrale.

« Mondrian? Chissà cosa s’è fumato: ha disegnato il logo di un famoso gel prendendo ispirazione da un albero.  –  E Degas? La sua ‘Donna che si asciuga’ è quello che è, ma il pittore è rispettoso e la dipinge da dietro ‘pe nun disturbà’. La Deposizione di Caravaggio? ‘Se po’ ddì che sto Caravaggio, si fosse vissuto mo, poteva esse un truzzo, o tipo un gabber, un urtrà, pure. Anfatti ha rischiato de finì ar gabbio più vvorte e è dovuto da scappà da Roma che sinnò o metteveno drentro perchè aveva accortellato a uno. No, nu o so se era lazziale o romanista’. »

Secondo la scrittrice (e io concordo pienamente) per divulgare « bisogna essere semplici, talvolta divertenti, e collegarsi sempre alla realtà: è quello che cerco di fare quando nel mio blog paragono l’Apoxyomenos a Totti, o la prospettiva ai videogiochi della playstation.  Attualizzare, per capire. Altrimenti si annoia».

Nel libro e a teatro si parla molto del dipinto “La città ideale” di Leon Battista Alberti. Apro una parentesi per far notare che è al centro di uno dei capitoli del mio saggio appena uscito “Città invisibili, città immaginarie” di Edizioni Scudo. Quando l’ho scritto non conoscevo né Guagliumi né Erba. Forse si tratta di affinità elettive, o semplicemente di un comune sentire.

La Guagliumi ha scritto anche un secondo libro per Mimesis, sempre preso dai suoi monologhi sul blog: “La mitologia spiegata ai truzzi”. In questo caso sono i miti greci a essere raccontati in dialetto romanesco, con continui rimandi alla realtà odierna. La competizione musicale tra il dio Apollo e il satiro Marsia viene raccontata come una puntata di “X Factor”, Edipo è descritto come uno “sfigato”, Enea è un richiedente asilo, gli dei dell’Olimpo sono “fluidi”, e così via. Anche in questo caso non ci si deve attendere analisi profonde, come quelle di Robert Graves o di James Frazer, ma sicuramente quello che viene raccontato, oltre a divertire, resterà impresso nella mente del lettore.

Edoardo Erba racconta di aver notato il libro “L’arte spiegata ai truzzi” casualmente, in uno scaffale di libreria, di averlo cominciato a leggere e di averlo finito in poco tempo, tutto in una volta. Dopo di che è stato naturale, per lui, pensare a trasformarlo in una piéce teatrale, con la collaborazione dell’attore Paolo Triestino, che ha accettato di trasformarsi nel Movimentatore. Dopo una prima tournée nei teatri, lo spettacolo è stato ripreso anche quest’anno, con alcune modifiche che lo rendono più attuale e drammatico: si parla infatti dell’uccisione a Colleferro di Willy Monteiro, ammazzato a botte da due truzzi palestrati della peggiore specie. Il motivo delle modifiche è «perchè se uno capisce che cos’è la bellezza, capisce pure che cos’è l’amore» come recita alla fine il Movimentatore.

Franco Piccinini

 


Franco Piccinini (Asti, 1954), si è laureato a Pavia e fino a poco tempo fa ha esercitato la professione di medico. Grande esperto e cultore di fantascienza, ha pubblicato i romanzi “Ritorno a Liberia” (tratto dal suo primo racconto), “Il tempo è come un fiume”, il saggio “Scienza medica e fantasie scientifiche” (finalista al Premio Italia 2012 e vincitore del Premio Vegetti 2018), oltre a vari articoli su Nova SF* e racconti su Futuro Europa. Di recente ha pubblicato il saggio “Mondi Sotterranei” per i 700 anni di Dante. Nel 2011 ha iniziato a collaborare con l’editore Solfanelli e con Delos Digital. E’ un grande amico della Biblioteca Bonetta e ha precedentemente scritto per il nostro sito anche i seguenti contributi:

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